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Stefano Raimondi

Da principio scelto come segno di miseria e solitudine, il cane mi pare disegnato adesso come spettro armonico, la linea della schiena che risponde alla linea delle zampe, spettro che sa essere lesaltazione suprema della solitudine: così Alberto Giacometti diceva a Jean Genet, visitatore del suo atelier, nei primi anni Cinquanta. E loscillazione tra solitudine, miseria e armonia, tra luce, stella, tremore e senso dabbandono, è forse davvero la cifra del nuovo libro di Stefano Raimondi, secondo tassello della sua trilogia dellabbandono. Esplorare labbandono, il senso dabbandono, dentro le parole e dentro lorizzonte urbano (due dimensioni che in Raimondi da sempre si intrecciano, già a partire dal libro giovanile La città dellorto, del 2002), ricercarne le costellazioni di immagini, le risonanze interiori, la voragine di un tombino che si spalanca e il viaggio che tuttavia si apre, in una luce incerta: ecco lorizzonte di questopera, che abbandona, e forse supera, il parallelismo ustionante tra vicenda affettiva e devastazione bellica, così forte nel primo tempo della trilogia, Per restare fedeli (2013). Perché adesso guardare da qui commuove e parlare non è più parlare. Il vero ci porta via. (Fabio Pusterla)

"Il cane di Giacometti", di Stefano Raimondi. 02 novembre 2019 [da: Il pianista zoppo e la gobba claudicante] * Anche lui ha trovato la sua storia, per il giorno di natale: il pianista zoppo e la donna claudicante. Una pistola tatuata sul muro dice che forse è proprio così l’amore: il trovarsi anche >> Il cane di Giacometti. Venerdì 5 giugno 1987. A bunda, duas luas gêmeas em rotundo meneio. Il culo, due lune gemelle in tondo dondolio, cantava il poeta. Nel miracolo d’esser due in uno, pienamente.

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8871687973 ISBN
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Note correnti

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Sofi Voighua

Il cane di Giacometti è l'immagine della morte (o, meglio, di ciò che "certamente" morirà) che sta nella coscienza dell’uomo, quasi invocata prima che ci sia. L’Azawakh è la vita che sta al di fuori di lui. E’ agile e sottile, non “smagrito”. Non vuole scomparire, si manifesta. Alberto Giacometti nacque a Borgonovo di Stampa, nel Canton Grigioni (), il 10 ottobre 1901 da Giovanni Giacometti, un pittore post-impressionista svizzero, e da Annetta Stampa, svizzera discendente di rifugiati protestanti italiani.Giacometti cominciò a disegnare, a dipingere e a scolpire assai giovane. Tra l'altro fece spesso dei ritratti di suo cugino Zaccaria Giacometti, poi noto

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Mattio Mazio

Il cane di Giacometti è un libro scritto da Stefano Raimondi pubblicato da Marcos y Marcos nella collana Le ali x Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le tue preferenze.

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Noels Schulzzi

Il cane di Giacometti è un libro di Stefano Raimondi pubblicato da Marcos y Marcos nella collana Le ali: acquista su IBS a 18.00€! A lberto Giacometti disegna per “vedere chiaro”, spinto dall’urgenza di indagare poiché “è come se ci fosse qualcosa che non si vede al primo colpo d’occhio”. Lo fa sin da bambino, quando ancora dominava la visione delle cose: “E’ fra i 18 e i 19 anni che ho avuto l’impressione di non poter più fare niente, tutto è diventato estraneo, sfuocato”.

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Jason Statham

Nella nuova raccolta, il “cane” del titolo, che prende spunto da una considerazione di Alberto Giacometti (famoso scultore e pittore svizzero), è la reificazione ...

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Jessica Kolhmann

Il cane di Giacometti: "Da principio scelto come segno di miseria e solitudine, il cane mi pare disegnato adesso come spettro armonico, la linea della schiena che risponde alla linea delle zampe, spettro che sa essere l'esaltazione suprema della solitudine": così Alberto Giacometti diceva a Jean Genet, visitatore del suo atelier, nei primi anni Cinquanta. Stefano Raimondi, “Il cane di Giacometti”, Marcos y Marcos, 2018 Quando Stefano Raimondi terminerà la sua trilogia dell’abbandono , e la trama sarà così completata, si avranno a disposizione tasselli importanti per ragionare attorno alla sua poetica, e magari ritornare sulle precedenti raccolte e …